Blue economy. Intervista all’imprenditore Luigi De Falco sul progetto Marea Azzurra

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Marea Azzurra, il business HUB della Blue Economy nato dalla partnership tra H2biz e il Gruppo armatoriale Lauro, ha appena presentato quattro progetti di filiera dedicati all’innovazione del comparto marittimo.

Secondo la World Bank, il significato di blue economy riguarda l’uso sostenibile delle risorse oceaniche per la crescita economica, il miglioramento dei mezzi di sussistenza e l’occupazione, preservando la salute degli oceani”. Il suo ambito di interpretazione varia tra le organizzazioni: è comunque un ramo della green economy che intende promuovere un sistema di crescita economica che tenga conto dell’impatto ambientale delle diverse attività produttive ed economiche. Anche l’obiettivo della blue economy è di arrivare ad emissioni zero di CO2, una meta sempre più vicina.

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Intervista all’imprenditore Luigi De Falco, fondatore di H2biz

L’iniziativa Marea Azzurra, che lei sta proponendo con tanta energia, può inserirsi a buon diritto fra i progetti più seri a tutela dell’ambiente?

“Certamente sì. La sostenibilità si misura in diversi aspetti della vita aziendale: dalle fonti energetiche utilizzate alla gestione dei rifiuti, dalle materie prime ai processi di produzione,  dalla consulenza per l’ottimizzazione delle risorse alla formazione delle risorse umane. Ogni singola attività aziendale ha un impatto, più o meno profondo, sull’ecosistema che ci circonda. Alla sostenibilità abbiamo ritenuto di affiancare in questa prima fase la digitalizzazione dei processi. Le tecnologie digitali sono abilitanti per l’accesso ai mercati più avanzati e rendono più efficiente tutta la catena del valore di un settore costantemente soggetto a variabili di mercato su larga scala”.

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Chi potrà affiancare lei e il Gruppo Lauro per ottimizzare i risultati dell’iniziativa?

“Ai progetti di filiera che abbiamo appena presentato possono partecipare in qualità di beneficiari tutti gli operatori del Sistema Mare iscritti a Marea Azzurra e in qualità di partner o fornitori le imprese e i professionisti qualificati e approvati dal board di Marea Azzurra. L’obiettivo è di sviluppare soluzioni integrate e scalabili per digitalizzare i processi operativi delle aziende del settore marittimo e per rendere sostenibili le attività degli operatori”.

Che cosa spinge gli operatori italiani a partecipare a questa sfida, oltre alla chiara intenzione di salvaguardare la natura e di trasmetterla il più possibile integra alle generazioni future?

“La necessità di proiettarsi sul mercato in una logica di crescente competitività, che oggi viene misurata proprio con i parametri della sostenibilità e della capacità di rispondere in tempo reale alle esigenze, sempre più complesse, di clienti, partner e fornitori, nel pieno rispetto delle politiche green che sia Governi, sia i cittadini ritengono ormai indispensabili”.

Quali sono le prossime fasi?

“Terminata la fase di aggregazione di partner, beneficiari e fornitori sui singoli progetti, lavoreremo in una logica di sistema per generare delle economie e dei vantaggi di scala per tutti. Attivare dei percorsi di digitalizzazione e di sostenibilità ambientale è mediamente costoso, farlo attraverso un HUB come Marea Azzurra non solo riduce i costi operativi ma amplia la sfera delle competenze professionali (partner e fornitori) che si hanno a disposizione. Oltre alla digitalizzazione e alla sostenibilità, stiamo lavorando anche sull’internazionalizzazione delle aziende dell’ecosistema marittimo e sul recruiting dei migliori talenti da assumere”.

Che cosa richiedete in particolare a chi si iscrive a Marea Azzurra?

“Di mettere a disposizione le migliori competenze acquisite in anni di mercato e di essere competitivi nelle condizioni di fornitura di beni e servizi agli aderenti e a tutte le aziende più innovative che vorranno richiederli.
Agli operatori marittimi, invece, chiediamo di condividere la visione e gli obiettivi dei progetti di filiera che sono stati costruiti insieme al top management del Gruppo Lauro proprio per generare valore aggiunto per il comparto”.

Come pensate di aiutare le aziende in termini specifici di sostenibilità ambientale?

“Il progetto prevede la creazione di percorsi di sostenibilità personalizzati per gli operatori della Blue Economy. Ogni settore di attività marittima ha una sua specificità e un suo diverso impatto ambientale (e sociale). Marea Azzurra punta a mettere a disposizione degli operatori le migliori risorse e competenze per raggiungere degli obiettivi di sostenibilità in tempi brevi e a costi competitivi”. 

Possiamo entrare ancora di più nei dettagli dei servizi erogati?

“Molto semplice: le forniture e i servizi richiesti dai committenti sono quelli che portano le aziende al perfetto inserimento nella nuova tipologia di comportamento sostenibile che anche l’Unione Europea ci chiede: fornitura di energia alternativa (fotovoltaico, eolico, idrogeno), consulenza operativa, consulenza sugli incentivi alla sostenibilità previsti dalle normative vigenti, servizi ESG, elaborazione bilanci sociali e ambientali, fornitura di sistemi a basso impatto ambientale, analisi delle materie prime e dei processi di produzione, consulenza per l’ottimizzazione delle risorse, formazione delle risorse umane, marketing e comunicazione al mercato dei risultati raggiunti”.

Nell’ottica di potenziare l’occupazione nel settore, che cosa avete in mente di fare?

La selezione delle risorse umane è uno dei pilastri del nostro progetto, che prevede lo sviluppo di una piattaforma di recruiting dedicata alla ricerca di competenze qualificate per gli operatori marittimi. Anche il Sistema Mare, come già altri settori, ha incontrato negli ultimi anni grandi difficoltà a trovare sul mercato personale qualificato nei posti chiave. L’obiettivo della piattaforma è gestire le esigenze degli operatori marittimi in un contenitore fortemente verticalizzato e di respiro internazionale (la piattaforma sarà realizzata in 6 lingue). Per essere più chiari, partiremo a breve con l’analisi delle esigenze di recruiting dell’ecosistema marittimo e con lo sviluppo della piattaforma (web e app). Passeremo poi ai servizi di marketing e comunicazione per far iscrivere alla piattaforma le risorse umane in target, senza dimenticare la consulenza legale per la verifica delle condizioni di offerta di lavoro sui mercati esteri”.

Mi sembra di capire quindi che l’internazionalizzazione è uno dei capisaldi del vostro intervento

“Il progetto prevede la creazione di una Rete di export per il settore marittimo. La Rete supporterà gli operatori nell’analisi e nell’individuazione dei mercati obiettivi, nella costruzione dei canali commerciali, nella proiezione sui mercati esteri e nella gestione di tutte le procedure di export. La Rete sarà un aggregatore di competenze strumentali all’internazionalizzazione”.

Anche qui avrete beni e servizi da sviluppare?

“Sì: consulenza per l’internazionalizzazione, temporary export management, consulenza finanziaria, traduzioni e interpretariato, consulenza per la registrazione di marchi e brevetti, logistica e trasporti, formazione delle risorse umane, servizi di outsourcing commerciale, marketing e comunicazione sui mercati esteri”.

Resta da chiederle come partecipare ai progetti di Marea Azzurra

“Per manifestare il proprio interesse, operatori marittimi, fornitori e partner possono contattare la Centrale Operativa H2biz”.