Come formare i nuovi lavoratori smart?

Gianluca Dotti per Credit Suisse Asset Management -

Con il prolungarsi dell’emergenza sanitaria, e quindi anche della pratica dello smartworking, emergono nuove necessità e nuovi problemi: se all’inizio la sfida era delocalizzare l’attività, portando i salotti di casa a diventare uffici pienamente operativi, dopo qualche mese è emerso il tema della formazione dei nuovi assunti, o di chi all’interno di una stessa azienda deve cambiare attività e mansione.

Il tema è molto complesso, ed è analizzato nel dettaglio da Harvard Business Review, che in un’approfondita disamina ha messo in evidenza elementi di forza e attuali debolezze. Il punto di partenza è un dato: il 42% dei lavoratori statunitensi a tempo pieno si trova in smartworking, o per lo meno in una condizione mista di alternanza tra lavoro in sede e attività da remoto.

Il classico portale aziendale pare non essere più sufficiente a soddisfare tutti i bisogni. Da un lato sono sempre più utilizzati i tool che permettono di ricreare l’ambiente di una vera riunione di lavoro anche se ci si trova fisicamente in luoghi diversi. Le possibilità sono di creare sistemi di videochiamata in realtà virtuale, in cui ci si percepisca immersi in una stanza con i colleghi seduti allo stesso tavolo, oppure di abilitare sistemi che consentono di vedere tutto il giorno i colleghi e chiamarli con un semplice pulsante, in modo da ricreare quella dinamica di scambio continuo che caratterizza gli open space e gli uffici con più persone.

E dall’altro lato, per chi ha bisogno di imparare il mestiere, le stesse tecnologie permettono di essere formati a distanza. Come promuovere un nuovo prodotto, come comportarsi all’interno di un’area di produzione e come operare in dettaglio su una macchina sono solo alcuni esempi di quello che gli analoghi digitali del classico formatore possono riuscire a svolgere con successo.

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Anche se a prima vista potrebbe non sembrare, si tratta in realtà di un tema di edutainment. Uno dei principali punti critici del lavoro a distanza, infatti, è proprio nel creare la stessa curiosità, la stessa interattività e lo stesso entusiasmo anche quando tutte le relazioni umane e le attività sono mediate dalla tecnologia. Ecco perché a volte anche soluzioni apparentemente semplici, come le vignette ridicole cosiddette Gif-jokes, possono fare la differenza. Senza però trascurare la parte più elaborata delle piattaforme digitali, fatta di contenuti creati ad hoc, repository e tool che permettano ai manager di saggiare le effettive competenze sviluppate dai collaboratori.

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